Essere Bryan Stevenson? Dieci errori da evitare quando si comunica

Vi dice niente il nome di Bryan Stevenson? Forse no, lo riconosco. Eppure in qualche modo, questo giovane avvocato, esperto di diritti umani negli Stati Uniti, era coinvolto quella volta che avremmo voluto fare un discorso convincente alla ragazza carina … Continua a leggere Essere Bryan Stevenson? Dieci errori da evitare quando si comunica

Cultura digitale e responsabilità

Quando è stata l’ultima volta che abbiamo trascorso un intero pomeriggio lontani da internet senza provare una crescente sensazione di disagio? Oppure, si pensi all’ultima vacanza. Abbiamo lasciato a casa il portatile? Abbiamo optato per un albergo senza connessione WiFi? Queste semplici domande dimostrano, semmai ve ne fosse bisogno, quanto le tecnologie della comunicazione siano parte integrante del nostro mondo. Il fatto che esse accompagnino in modo così assiduo le nostre giornate, tuttavia, non ci esonera dal farne un uso responsabile. Perché ciò accada, è necessario non soltanto farne uso, ma anche riflettere sull’uso che se ne fa. Per esempio, … Continua a leggere Cultura digitale e responsabilità

La clava dell’homo identicus

Vi ricordate il grido “Wilma dammi la clava!”, pronunciato da Fred Flinstone, protagonista di una nota serie di cartoni animati di Hanna-Barbera, molto in voga qualche anno fa? Bene, farsi giustizia sommaria non era soltanto una caratteristica di quel personaggio. In realtà, un meccanismo analogo si attiva dentro di noi quando ci troviamo in una situazione conflittuale. È come se in ognuno di noi abitasse un minuscolo homo identicus, simile a Fred Flinstone e pronto ad impugnare una clava per colpire l’altro, non appena le condizioni lo richiedano. L’homo identicus si attiva istintivamente quando abbiamo la sensazione che la nostra … Continua a leggere La clava dell’homo identicus

Il judgmental self-talk : come risolvere un conflitto senza colpevolizzarsi

In un conflitto, occorre imparare a dosare le proprie reazioni. Esse cioè devono risultare proporzionate rispetto allo stimolo iniziale. Tuttavia, non sempre il modo più adeguato di reagire di fronte ad un gesto contrastivo, di qualsiasi entità esso sia, è di opporsi in modo proporzionato. In alcune circostanze, occorre invertire la logica di chi a noi si oppone. Per esempio, a volte può essere utile, di fronte ad una frase a noi rivolta che può suonare offensiva, provare a ripetere ad alta voce la stessa frase di fronte all’interlocutore che l’ha pronunciata. È un modo, in taluni contesti definito mirroring … Continua a leggere Il judgmental self-talk : come risolvere un conflitto senza colpevolizzarsi

“Nessuno mi capisce!”. Il rischio delle generalizzazioni

“Nessuno mi capisce qua dentro!”. Quante volte lo abbiamo sentito ripetere al nostro collega di stanza? Quante volte lo abbiamo pensato noi stessi? L’occasione è stata data da un diverbio o da una incomprensione con un collega. Che incomprensioni possano nascere sui luoghi di lavoro è del tutto naturale. Al tempo stesso, un buon ambiente di lavoro dovrebbe mettere nelle condizioni i suoi abitanti di imparare a destreggiarsi tra tensioni ed incomprensioni, proprio perché esse sono pane quotidiano e non una cosa eccezionale. Una buona gestione del conflitto è, dunque, una caratteristica distintiva di un luogo di lavoro. Se la … Continua a leggere “Nessuno mi capisce!”. Il rischio delle generalizzazioni

Famose a capisse: linguaggio positivo e negativo

L’esatta interpretazione di una comunicazione, sia essa di tipo verbale o non-verbale, non può esser data per scontata. Si prenda il caso di Arturo, un marito frustrato per il fatto che la moglie Elisa rientri a casa sempre tardi. Una sera, dopo l’ennesimo ritardo, al varcare la porta di casa, le urla in faccia “Che cosa ti sei messa in testa?! Stai trascorrendo troppo tempo a lavoro!”. Dalle sue parole, la donna capisce che il marito è preoccupato perché pensa che lei stia lavorando troppo. E così, la settimana seguente, annuncia trionfale al marito che si è appena iscritta in … Continua a leggere Famose a capisse: linguaggio positivo e negativo

La signora che tradì il marito perché non caricava la lavatrice

  Come reagireste di fronte ad una signora che, conosciuta in un viaggio in treno da non più di dieci minuti, candidamente confessi di aver tradito il marito perché «non caricava mai una lavatrice»? Me lo sono chiesto, mentre la signora, sulla quarantina, lunghi capelli biondi, elegante in un tailleur blu, mi guardava in attesa di una reazione. «Sei una pazza furiosa e le tue cose sentimentali non mi interessano. Ora, fammi leggere in santa pace, ammesso che tu capisca il senso della parola ‘leggere’», avrei voluto dirle. «Scusi, e che cosa le rispondeva suo marito, quando gli faceva notare di … Continua a leggere La signora che tradì il marito perché non caricava la lavatrice

La novità di ciò che siamo

  Per me l’universo – il nostro mondo e quel che sappiamo di esso – è l’aggregato di tutte le esperienze dell’umanità di tutti i tempi, esperienze fissate e comunicate costantemente. R. Fuller Buckminster Questo pensiero riposa sulla validità del presupposto di una comunicazione funzionale, nel caso specifico ‘funzionale alla trasmissione del sapere e delle esperienze così come esse sono venute accumulandosi’. Tuttavia, sappiamo anche che tante e diverse sono le situazioni in cui la comunicazione non c’è o, se c’è, non funziona in modo adeguato. La comunicazione, infatti, non è una cosa che possa essere considerata pre-esistente come un … Continua a leggere La novità di ciò che siamo