Per cambiare davvero, rispetta l’elefante che è in te

Introdurre un cambiamento nella vita è ciò cui molti aspirano. Spesso tale richiesta scaturisce da una accurata disanima di tutto ciò che non sembra funzionare e che, proprio per questo, richiede di essere modificato. Il vero problema non è desiderare il cambiamento, ma metterlo in pratica, un po’ come quando ti proponi di alzarti presto per andare a correre. All’inizio sei veramente convinto, ti attrezzi nel modo più professionale possibile (scarpe da running, tessuti tecnici, ecc.), ma poi quando la sveglia suona alle 5.45 del mattino, una parte di te – quella che chiede di rimanere al calduccio per altri … Continua a leggere Per cambiare davvero, rispetta l’elefante che è in te

L’inquietudine di vedere il volto di Dio

Questo desiderio di vedere Dio, che è l’anelito di ogni uomo in quanto religioso, è anche il principio di ogni aberrazione religiosa. Cioè, tutta la tentazione di darsi degli idoli nasce dal desiderio di vedere Dio, di possederlo, di averlo. Intendo questi idoli non tanto nel senso di perversione morale (adorare le proprie passioni), ma nel senso di costringere finalmente nelle proprie mani la presenza di Dio. Di qui anche la frenesia di assolutizzare i valori in maniera da avere qualcosa di assoluto tra le mani. Qui le tentazioni perenni nell’umanità, che dovremmo però considerare non negli altri, ma in … Continua a leggere L’inquietudine di vedere il volto di Dio

Cultura digitale e responsabilità

Quando è stata l’ultima volta che abbiamo trascorso un intero pomeriggio lontani da internet senza provare una crescente sensazione di disagio? Oppure, si pensi all’ultima vacanza. Abbiamo lasciato a casa il portatile? Abbiamo optato per un albergo senza connessione WiFi? Queste semplici domande dimostrano, semmai ve ne fosse bisogno, quanto le tecnologie della comunicazione siano parte integrante del nostro mondo. Il fatto che esse accompagnino in modo così assiduo le nostre giornate, tuttavia, non ci esonera dal farne un uso responsabile. Perché ciò accada, è necessario non soltanto farne uso, ma anche riflettere sull’uso che se ne fa. Per esempio, … Continua a leggere Cultura digitale e responsabilità

Evasioni

Questo testo è stato scritto nel 1961. Ognuno può valutare la sua attualità. A prescindere dal bisogno moderno di sfuggire alla balordaggine della routine e alla vita ipermeccanizzata delle città, c’è il bisogno universale e permanente di evadere dalla gabbia del presente pratico in cui siamo costretti a trascorrere tanta parte della nostra vita, e soprattutto dalla prigione dei nostri “io” singoli e limitati. La questione è: dove e come evadere? Possiamo evadere verso il basso, dandoci all’alcool o alle droghe o agli stravizi: ma non è questa la via migliore. Oppure per una via traversa, dandoci allo sport o ai … Continua a leggere Evasioni

Orientamento/Disorientamento

Una riflessione di Carlo Maria Martini che non richiede alcun commento. Coloro i quali hanno di proposito generato una situazione di confusione, spesso giungono al punto di non volerne più uscire; allora pongono problemi su problemi e non sono mai soddisfatti di nessuna soluzione, perché in realtà non fanno che proiettare sulle cose e sulle situazioni, la loro mancanza di orientamento interiore; e allora nessuna soluzione proposta, né teorica né pratica, è mai sufficiente, perché in realtà si ama questo stato di confusione, di disorientamento un po’ amaro, un po’ scettico, in cui tutto è possibile o plausibile; ogni scelta viene … Continua a leggere Orientamento/Disorientamento

Tu non sei speciale

Siamo spesso bombardati da inviti commerciali o da insegnamenti fasulli in cui, implicitamente e talvolta esplicitamente e senza alcuna vergogna, ci viene spiegato che siamo meglio degli altri. Proprio perché siamo migliori, noi non dovremmo esperire la sofferenza come fanno gli altri. Dispiace dirlo, ma l’idea che siamo migliori degli altri è sbagliata. In molti cercano di sottrarsi alle sofferenze che inevitabilmente la vita propone, per il fatto di essere affascinati da una idea priva di fondamento. Indipendentemente da quanto tu possa credere, dunque, non sei speciale. Sei una persona normale, come tutti gli altri. È vero, accettare le sofferenze … Continua a leggere Tu non sei speciale

La clava dell’homo identicus

Vi ricordate il grido “Wilma dammi la clava!”, pronunciato da Fred Flinstone, protagonista di una nota serie di cartoni animati di Hanna-Barbera, molto in voga qualche anno fa? Bene, farsi giustizia sommaria non era soltanto una caratteristica di quel personaggio. In realtà, un meccanismo analogo si attiva dentro di noi quando ci troviamo in una situazione conflittuale. È come se in ognuno di noi abitasse un minuscolo homo identicus, simile a Fred Flinstone e pronto ad impugnare una clava per colpire l’altro, non appena le condizioni lo richiedano. L’homo identicus si attiva istintivamente quando abbiamo la sensazione che la nostra … Continua a leggere La clava dell’homo identicus

Il judgmental self-talk : come risolvere un conflitto senza colpevolizzarsi

In un conflitto, occorre imparare a dosare le proprie reazioni. Esse cioè devono risultare proporzionate rispetto allo stimolo iniziale. Tuttavia, non sempre il modo più adeguato di reagire di fronte ad un gesto contrastivo, di qualsiasi entità esso sia, è di opporsi in modo proporzionato. In alcune circostanze, occorre invertire la logica di chi a noi si oppone. Per esempio, a volte può essere utile, di fronte ad una frase a noi rivolta che può suonare offensiva, provare a ripetere ad alta voce la stessa frase di fronte all’interlocutore che l’ha pronunciata. È un modo, in taluni contesti definito mirroring … Continua a leggere Il judgmental self-talk : come risolvere un conflitto senza colpevolizzarsi

“Nessuno mi capisce!”. Il rischio delle generalizzazioni

“Nessuno mi capisce qua dentro!”. Quante volte lo abbiamo sentito ripetere al nostro collega di stanza? Quante volte lo abbiamo pensato noi stessi? L’occasione è stata data da un diverbio o da una incomprensione con un collega. Che incomprensioni possano nascere sui luoghi di lavoro è del tutto naturale. Al tempo stesso, un buon ambiente di lavoro dovrebbe mettere nelle condizioni i suoi abitanti di imparare a destreggiarsi tra tensioni ed incomprensioni, proprio perché esse sono pane quotidiano e non una cosa eccezionale. Una buona gestione del conflitto è, dunque, una caratteristica distintiva di un luogo di lavoro. Se la … Continua a leggere “Nessuno mi capisce!”. Il rischio delle generalizzazioni

I quattro ingredienti per una vita sensata

Molta gente trascorre la propria esistenza all’insegna della mancanza del senso. Non solo non si è trovato un senso per cui valga la pena vivere, ma si è smarrito lo stesso senso del senso. Talvolta, in simili situazioni, si tende ad isolarsi, a rinchiudersi nel proprio lavoro (quando c’è!) e nel considerare prevalentemente se stessi, disinteressandosi a quanto accade al di fuori della propria ristretta cerchia. L’inizio di un nuovo anno può essere l’occasione per fare il punto sulla propria esistenza. Quando si pensa ad una vita significativa, alcuni sono portati a credere che essa corrisponda ad avere molto denaro. … Continua a leggere I quattro ingredienti per una vita sensata