Orientamento/Disorientamento

Una riflessione di Carlo Maria Martini che non richiede alcun commento. Coloro i quali hanno di proposito generato una situazione di confusione, spesso giungono al punto di non volerne più uscire; allora pongono problemi su problemi e non sono mai soddisfatti di nessuna soluzione, perché in realtà non fanno che proiettare sulle cose e sulle situazioni, la loro mancanza di orientamento interiore; e allora nessuna soluzione proposta, né teorica né pratica, è mai sufficiente, perché in realtà si ama questo stato di confusione, di disorientamento un po’ amaro, un po’ scettico, in cui tutto è possibile o plausibile; ogni scelta viene … Continua a leggere Orientamento/Disorientamento

Tu non sei speciale

Siamo spesso bombardati da inviti commerciali o da insegnamenti fasulli in cui, implicitamente e talvolta esplicitamente e senza alcuna vergogna, ci viene spiegato che siamo meglio degli altri. Proprio perché siamo migliori, noi non dovremmo esperire la sofferenza come fanno gli altri. Dispiace dirlo, ma l’idea che siamo migliori degli altri è sbagliata. In molti cercano di sottrarsi alle sofferenze che inevitabilmente la vita propone, per il fatto di essere affascinati da una idea priva di fondamento. Indipendentemente da quanto tu possa credere, dunque, non sei speciale. Sei una persona normale, come tutti gli altri. È vero, accettare le sofferenze … Continua a leggere Tu non sei speciale

La clava dell’homo identicus

Vi ricordate il grido “Wilma dammi la clava!”, pronunciato da Fred Flinstone, protagonista di una nota serie di cartoni animati di Hanna-Barbera, molto in voga qualche anno fa? Bene, farsi giustizia sommaria non era soltanto una caratteristica di quel personaggio. In realtà, un meccanismo analogo si attiva dentro di noi quando ci troviamo in una situazione conflittuale. È come se in ognuno di noi abitasse un minuscolo homo identicus, simile a Fred Flinstone e pronto ad impugnare una clava per colpire l’altro, non appena le condizioni lo richiedano. L’homo identicus si attiva istintivamente quando abbiamo la sensazione che la nostra … Continua a leggere La clava dell’homo identicus

Il judgmental self-talk : come risolvere un conflitto senza colpevolizzarsi

In un conflitto, occorre imparare a dosare le proprie reazioni. Esse cioè devono risultare proporzionate rispetto allo stimolo iniziale. Tuttavia, non sempre il modo più adeguato di reagire di fronte ad un gesto contrastivo, di qualsiasi entità esso sia, è di opporsi in modo proporzionato. In alcune circostanze, occorre invertire la logica di chi a noi si oppone. Per esempio, a volte può essere utile, di fronte ad una frase a noi rivolta che può suonare offensiva, provare a ripetere ad alta voce la stessa frase di fronte all’interlocutore che l’ha pronunciata. È un modo, in taluni contesti definito mirroring … Continua a leggere Il judgmental self-talk : come risolvere un conflitto senza colpevolizzarsi

“Nessuno mi capisce!”. Il rischio delle generalizzazioni

“Nessuno mi capisce qua dentro!”. Quante volte lo abbiamo sentito ripetere al nostro collega di stanza? Quante volte lo abbiamo pensato noi stessi? L’occasione è stata data da un diverbio o da una incomprensione con un collega. Che incomprensioni possano nascere sui luoghi di lavoro è del tutto naturale. Al tempo stesso, un buon ambiente di lavoro dovrebbe mettere nelle condizioni i suoi abitanti di imparare a destreggiarsi tra tensioni ed incomprensioni, proprio perché esse sono pane quotidiano e non una cosa eccezionale. Una buona gestione del conflitto è, dunque, una caratteristica distintiva di un luogo di lavoro. Se la … Continua a leggere “Nessuno mi capisce!”. Il rischio delle generalizzazioni

I quattro ingredienti per una vita sensata

Molta gente trascorre la propria esistenza all’insegna della mancanza del senso. Non solo non si è trovato un senso per cui valga la pena vivere, ma si è smarrito lo stesso senso del senso. Talvolta, in simili situazioni, si tende ad isolarsi, a rinchiudersi nel proprio lavoro (quando c’è!) e nel considerare prevalentemente se stessi, disinteressandosi a quanto accade al di fuori della propria ristretta cerchia. L’inizio di un nuovo anno può essere l’occasione per fare il punto sulla propria esistenza. Quando si pensa ad una vita significativa, alcuni sono portati a credere che essa corrisponda ad avere molto denaro. … Continua a leggere I quattro ingredienti per una vita sensata

Famose a capisse: linguaggio positivo e negativo

L’esatta interpretazione di una comunicazione, sia essa di tipo verbale o non-verbale, non può esser data per scontata. Si prenda il caso di Arturo, un marito frustrato per il fatto che la moglie Elisa rientri a casa sempre tardi. Una sera, dopo l’ennesimo ritardo, al varcare la porta di casa, le urla in faccia “Che cosa ti sei messa in testa?! Stai trascorrendo troppo tempo a lavoro!”. Dalle sue parole, la donna capisce che il marito è preoccupato perché pensa che lei stia lavorando troppo. E così, la settimana seguente, annuncia trionfale al marito che si è appena iscritta in … Continua a leggere Famose a capisse: linguaggio positivo e negativo

Supple mind: l’abilità di cambiare prospettiva

Che sia una cena, un caffè fra amici o una lezione, poco importa. Una delle domande che mi viene rivolta più spesso è perché sia così difficile comunicare con gli altri. Una risposta esauriente, valida per tutte le situazioni, ovviamente non può esistere. Il filosofo della comunicazione non ha ricette pronte. È anche vero, però, che delle costanti ci sono. Una delle più frequenti riguarda il fatto che quando le persone hanno sperimentato una situazione negativa, tendono a considerarla negativa al 100 per cento. In genere, ogni situazione, contiene sia elementi positivi che elementi negativi e dovrebbe essere vista da … Continua a leggere Supple mind: l’abilità di cambiare prospettiva

Esprimere la propria vulnerabilità

Una delle forme più acute di sofferenza deriva dal mancato avvio di una comunicazione. È qualcosa che può accadere nei più diversi ambiti, dalle relazioni con i nostri cari fino all’ambiente di lavoro. Proprio sui luoghi di lavoro, generalmente, codici non scritti non incoraggiano la manifestazione degli stati d’animo “negativi”, per il rischio che essi siano intesi come forme di debolezza. La mancata manifestazione di tali stati d’animo funge da zavorra relazionale: in altri termini, non siamo incoraggiati a tentare di stabilire relazioni con coloro con cui abbiamo in passato sperimentato l’esistenza di problemi. Per superare questa impasse occorre invece … Continua a leggere Esprimere la propria vulnerabilità

Il “volto abbattuto” di Caino

“Il Signore guardò con favore Abele e la sua offerta, ma non prestò attenzione a Caino e alla sua offerta. Caino si irritò e rimase col volto abbattuto. Il Signore disse: “Perché ti sei abbattuto? Perché sei tanto scuro in volto?” (Gn 4, 1-6). Il volto abbattuto è la manifestazione esteriore che colpisce Caino nel momento in cui ritiene di non poter più sostare nei pressi della indeterminazione costituita dalla inaccessibilità del volere divino. Dio preferirà le offerte di Abele ed, in seguito a questa scelta, lo sguardo di Caino si trasforma. Quel cambiamento non andrebbe letto nel senso di un abbattimento … Continua a leggere Il “volto abbattuto” di Caino